Come affrontare un corretto svezzamento

Con il termine svezzamento si indica il passaggio da un’alimentazione esclusivamente fatta di alimenti liquidi come il latte (allattamento) ad altri alimenti di natura semi-solida e solida. È una fase che non lascia spazio alla tranquillità delle mamme e dei papà. La paura di introdurre in maniera sbagliata qualche tipo di alimento è un pensiero frequente. Con l’aiuto del vostro pediatra di fiducia, però, sarà tutto più semplice.

Il detto  “genitori non si nasce, ma ci si diventa”, in questo casca a pennello.

È tutto comprensibile, soprattutto se è a destare preoccupazione è la corretta nutrizione del vostro primo bambino. Il passaggio ad alimenti differenti è necessario, in quanto intorno ai 6-8 mesi di vita del piccolo, il latte materno inizia a perdere alcune vitamine e Sali minerali. Alimenti per così dire “complementari” permettono di supplire a queste carenze garantendo ai vostri piccoli un accrescimento adeguato.

È indispensabile che l’introduzione degli alimenti nella dieta avvenga gradualmente

E’, inoltre, importantissimo limitare l’offerta di cibi salati ed ad alto contenuto proteico. Secondo quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) gli errori più comuni nella prima alimentazione sono dovuti infatti all’eccesso di formaggio, formaggini e carne, che appesantiscono il metabolismo del bambino e possono anche orientare le sue preferenze future verso un’alimentazione meno sana, perché con troppe proteine e con troppo sale.

Rispettare una sequenza di cibi per ridurre la sensibilizzazione allergica è una regola molto importante. A tal proposito è sconsigliata la somministrazione di latte vaccino fresco, preferendo il latte di proseguimento fino al primo anno di vita.

Gradualmente iniziate con introdurre vegetali cotti e tritati come patate, carote e zucchine, e frutta fresca come banane, pera o mela grattugiata. Tra i cereali si raccomanda di scegliere nelle prime fasi crema di riso, mais o tapioca. Introdurre il glutine solo dal 6° mese di vita.

Atri cibi proteici come carne (agnello, coniglio, manzo, pollo) e legumi possono essere introdotti successivamente, senza esagerare. Solo quando la mucosa intestinale del vostro piccolino avrà consolidato la propria barriera, potrete inserire nella loro alimentazione cibi più allergizzanti come uovo o pesce. È bene saggiare la tolleranza che il vostro bambino avrà verso ciascun tipo di alimento, per cui è consigliabile somministrate alimenti nuovi poco alla volta. Attenzione anche ad alti cibi con alto potere allergizzante come arachidi, mandorle, noci, nocciole, pesca, albicocche o pomodoro.

Come già detto, è bene evitare di aggiungere alle pietanze sale, zucchero o miele. Dopo il primo anno di vita si sviluppano abitudini alimentari ben precise che segneranno, significativamente, la vita da adulti. È buona norma, abituate i vostri figli a dissetarsi con acqua e non con succhi di frutta o tisane zuccherate.

Nel secondo anno di vita è bene attenersi a delle regole ben precise:

  • 4 pasti al giorno ad orari regolari; pasta e/o riso devono essere sempre presenti (dieta mediterranea);
  • 3-4 volte la settimana si può offrire un piatto unico
  • 2-3 volte la settimana scegliere del pesce come secondo piatto
  • Ogni giorno aggiungere a ciascun pasto porzioni di verdura e frutta.

È importante che i vostri piccoli imparino a mangiare da soli per sviluppare la fiducia in se stessi. Spesso bisogna inseguirli per casa e imboccarli tra una sbirciata ad un cartone in tv o ad un giocattolo sul tavolo. Il momento del pasto è fondamentale per impartire ai vostri bambini la consapevolezza dell’importanza del nutrimento. Doveroso è rispettare le loro preferenze alimentari; i bambini non sono tutti uguali e tutti i bambini prima o poi impareranno a mangiare. Evitate di prolungare i pasti più del dovuto, soprattutto se il vostro piccolino è sazio. Un bambino consapevole già dai primi anni di vita è il risultato del vostro impegno nel ruolo di mamma e papà, pazienti e precisi nei vostri compiti.

Dott.ssa Elisa Taglieri – Biologo Nutrizionista

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