Baby Sitter, consigli utili per diventare una professionista del settore

Non parliamo di un lavoro tappa buchi, ma di una vera e propria professione. La baby sitter è sempre più richiesta come aiuto per le mamme che lavorano e che devono gestire malattie, smart working, chiusura scuole.

Qui di seguito qualche consiglio utile per fare di una passione una vera e propria professione, di supporto alle famiglie.

   1. Titolo di studi  

Non esiste un titolo di studi specifico, seppure il liceo psicopedagogico sia molto indicato.

La conditio sine qua non per diventare Baby Sitter professionista è sicuramente la passione per i bambini.

Dolcezza, comprensione, e predisposizione all’ascolto sono caratteristiche fondamentali per entrare in empatia con un piccolo essere, che cerca una figura di riferimento alla quale affezionarsi, giocare, essere compreso.

In realtà seguire un percorso universitario in scienze della formazione primaria, sarebbe utile a moltissimi livelli. Ma la mia personale esperienza esula dal valutare le candidate in base agli studi universitari. A questi preferisco di gran lunga le esperienze verificabili.

   2. Fare esperienza

Se non avete avuto la possibilità di fare esperienza, potreste chiedere a qualche ludoteca o associazione di poter fare uno stage gratuito proprio come Baby Sitter. Un mese o due del vostro tempo, potrebbero rivelarsi molto utile affinché un genitore affidi alle vostre cure un bimbo.

Sottolineo l’importanza di iniziare con bambini di fascia di età dopo i 3 anni. Questo perché in questa fase il bambino interagisce, esprime i bisogni primari, si fa capire abbastanza bene, ed è meno difficoltoso gestirne i tempi e le esigenze.

   3. Corsi di formazione utili

Il corso di disostruzione delle vie respiratorie, o meglio ancora il certificato di BLSD (Basic Life Support – early Defibrillation, supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione precoce) è il primo corso indispensabile da effettuare.

Oltre a prepararvi ad eventuali situazioni di emergenza, dandovi la possibilità di sapere esattamente come reagire, il genitore è molto più tranquillo, sapendo di aver affidato i suoi figli ad una persona che abbia questa certificazione.

Esistono diverse associazioni ed enti che si occupano esattamente di questi corsi. Croce Rossa Italiana, ad esempio, per citarne uno. Inoltre esistono diverse piattaforme che offrono formazione, ma vi consiglio di investire ove ci siano delle certificazioni riconosciute a livello nazionale, o addirittura europeo.

    4. Puntualità e correttezza

Un aspetto sottovalutato è quello di essere sempre puntuali e corrette. Qualsiasi problema personale, crisi col fidanzato o malanni vari, nell’ordine di quello che è comunemente superabile, niente deve far mettere in difficoltà il genitore per il quale lavorate. Inutile dirvi quanto sia importante arrivare al primo colloquio almeno 20 minuti prima, rispettare i giorni in cui si è deciso di fare la prova (che comunque deve essere sempre retribuita), e non guardare l’orologio se dovete fermarvi 10 0 15 minuti oltre l’orario di lavoro. Dare più di quello per il quale siamo pagate, è il primo passo per apparire professionali e lasciare un ricordo di noi, che poi la mamma sicuramente potrà rilasciare a mo’ di referenza positiva.

   5. Come trovare lavoro attraverso i social

Nel corso della mia carriera visiono di sovente i profili social di moltissime candidate.

Molte aspiranti Baby Sitter sottovalutano l’importanza che hanno le foto postate, gli stili di vita comunicati, le polemiche contro lo stato o la politica. Nessuna mamma vuole affidare il proprio figlio, ad una persona che ha una vena polemica, o triste o poco fiduciosa nei confronti del futuro.

Inutile, inoltre, sottolineare l’importanza di esprimersi in un italiano corretto, senza parolacce, cercando di non alzare mai i toni.

I social network, infine, sono importanti anche per trovare lavoro e proporsi attraverso gruppi e pagine dedicate.

Ogni volta che intercettate una mamma che cerca una Baby Sitter, cercate di scrivere in privato una brevissima presentazione e un sunto delle vostre esperienze. Una piccola cosa in tre righe, con molta gentilezza e lasciando il vostro contatto per conoscervi telefonicamente.

Evitate toni troppo formali e di scrivere “posso avere info via WhatsApp”, perché nessuno vi affiderà un lavoro o scriverà valanghe di informazioni, con una persona che non ha voglia nemmeno di parlare al telefono.

Per il resto potete seguire la nostra pagina Facebook, e rimanere aggiornati sulle novità del settore e sui futuri corsi di formazione.

4 Replies to “Come diventare una baby sitter professionista in 5 mosse”

  1. Salve, sono una tata professionista ed insegnante di lingua inglese e francese per bambini da 0 a 12 anni, sono iscritta ad un corso per imparare la lingua dei segni perché vorrei interagire anche con bambini che sono sordomuti e coinvolgerli nella didattica predisposta per loro.
    La professionalità è soggettiva e la maggior parte delle mamme che lavorano non considerano le tate professioniste perché hanno un costo per il lungo orario che devono avere, le baby sitter possono lavorare part time o a ore e sono più economiche ma anche meno affidabili perché hanno meno responsabilità. Poi ci sono quelle donne in carriera che vogliono la tata colf e rischiano di essere denunciate per avere iscritto la tata come colf per pagare meno contributi e meno ore.

    1. E’ verissimo, la professionalità è soggettiva. Noi non entriamo nella contrattazione economica, quindi non entro nel merito del commento per la parte riguardante l’iscrizione errata da CCNL. La ringrazio per il commento e sono contenta che a seguire i nostri articoli sono tate professioniste e che conoscano anche le lingue. Buon lavoro ed in bocca al lupo!

    1. In realtà l’articolo spiega che non esistono vere e proprie scuole professionalizzanti, ma posso dirle che nel 2022 inizieranno i corsi in formula weekend della nostra Mamsitter Academy. Continui a seguirci!

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